mercoledì 22 aprile 2020

Appello alle autorità regionali. Dal 4 Maggio si inizi a ragionare anche di una nuova integrazione


Questo post vuole essere un appello alle autorità regionali dell'Emilia-Romagna. Non una critica.

Sembra che il 4 Maggio sia il D day del nuovo mondo. Un mondo tutto da scoprire e vivere con particolare attenzione e specifiche precauzioni. Oltre al settore imprenditoriale sarà necessario rivolgere attenzione a quella che sarà la nuova integrazione e socializzazione. Nel giorno in cui si darà accesso a una nuova vita inizia una sfida importante sull'inserimento delle persone più fragili che, in alcuni casi, hanno completamente perso il contatto con il mondo esterno. 

Come ho scritto in uno dei miei appuntamenti quotidiani sulla mia pagina Facebook, la categorizzazione che accomuna anziani e persone con disabilità non deve restare neanche un secondo nel dibattito. Anziani e disabili sono etichette che non consentono di analizzare fino in fondo le tante sfumature delle condizioni di vita dell'anzianità e della disabilità. Non devono essere infatti interpretate come patologie ma come condizioni dell'essere umano che, sì, possono contenere patologie. 

Per questo è auspicabile che si abbandoni il prima possibile il limite temporale unico e generalizzato per l'uscita di queste persone. Il sentiero che vede Dicembre 2020 come via libera per anziani e disabili nasconde problemi devastanti per il sistema sociale. Se è vero che dal 4 Maggio si inizierà a vivere una nuova era, questo deve valere anche per le persone anziane e persone con disabilità. 
È necessario tracciare un nuovo sentiero, più complesso e delicato, che consenta l'inizio di una nuova integrazione. Un processo cioè che permetta di imparare di nuovo autonomie e relazioni con l'utilizzo dei nuovi presidi.

In questa ottica sono necessari tre elementi improrogabili: tamponi e test sierologici alla popolazione anziana e con disabilità, agli operatori che le gravita intorno; sulla base di questi un programma di uscita dilazionata; e mascherine trasparenti acquisite come ausili rimborsabili dal sistema sanitario.

Utilizzando tamponi e test sierologici potrebbe infatti essere possibile permettere la ripresa dei percorsi educativi interrotti, garantire il lavoro per sviluppare autonomie nel nuovo mondo e interrompere così un disagio claustrofobico crescente. 

Il nuovo mondo deve prevedere poi nuovi ausili: le mascherine trasparenti devono rientrare fra questi. Se fosse necessaria una certificazione bisognerà sbrigarsi per ottenerla; se fosse necessario identificare produttori a d'hoc bisogna che lo si faccia nel più breve tempo possibile. 
Il modello di mascherina trasparente può ricoprire un ruolo centrale nella nuova integrazione. È essenziale per la convivenza di difficoltà nella comunicazione e Coronavirus. 

Le necessità da prendere in considerazione sono dunque tante e tutte diverse. È doveroso farlo per garantire a tutti le stesse possibilità tenendo in forte considerazione le peculiarità di ciascuno.


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