sabato 1 febbraio 2020

La politica insieme è più bella. Prima però svuotiamoci le scarpe



L'esigenza di togliersi qualche masso facendo polemica

Sento l’esigenza di concentrarmi su chi non frequenta i social ma è un navigante del web. È un po’ che non scrivo per questo blog e me ne scuso. Proverò a essere più presente anche su questo canale. Come mi insegna il mio nuovo incarico istituzionale la comunicazione non deve lasciare indietro nessuno: tutti devono ricevere le stesse informazioni attraverso canali diversi.

In questo tempo di assenza di cose ne sono successe. Alcune dolorose, altre bellissime che mi fanno riflettere tutti i giorni.
Chi fa politica attivamente non deve essere miope, deve anzi prestare attenzione ai cambiamenti sociali e culturali che pretendono risposte politiche.
Proprio in questo periodo l’anno scorso stavo prendendo una decisione che avrebbe scombussolato la mia attività politica. L’uscita dal PCI è stata un’esigenza maturata dopo tempi in cui osservavo un progressivo allontanamento dalle scelte strategiche del partito. Non sono riuscito nel contempo a sostenere una battaglia interna per spuntare alcune lance dirette al soggetto sbagliato. Fa piacere notare, con immensa vena polemica, come l’analisi continui ad essere la stessa e come io sia stato solo vittima della mia cocciuta testardaggine nel voler far passare una linea più aperta che avrebbe potuto portare a risultati positivi per l’intera forza politica.

Osservando il posizionamento del mio vecchio partito alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna ho avuto prova di come non sia stata la mia ambizione a trasformarmi in un divorziato politico ma la improduttiva ricerca di indipendenza di un partito che probabilmente non riesce più a rappresentare qualcuno. Sto così facendo pace con la mia coscienza.

Come accade ai veri divorziati, dopo una necessaria metabolizzazione dei fatti, ho iniziato a guardarmi intorno esplorando progetti politici che guardassero al futuro con una cultura di sinistra. È sicuramente una sorpresa la formazione che ha rappresentato la proposta di sinistra alle ultime elezioni regionali dell’Emilia-Romagna. Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista Progressista mi ha in qualche modo scosso. Mi ha fatto riavvicinare ai soggetti organizzati dopo aver ricevuto, da un soggetto politico, un trattamento poco qualificante.

Di questo devo ringraziare Elly Schlein per aver avviato un percorso che potesse riunire tutte le persone che si riconoscono nella sinistra e che chiedono un cambio di passo dialogando con altre forze del Centrosinistra.
Abituato ad altro tipo di organizzazione inizialmente sono stato perplesso sul processo di formazione. Mi devo tuttavia ricredere e ammettere di aver imparato ed osservato un nuovo approccio alla politica. Attinente ai tempi ma ugualmente pregno di valori.
Tengo molto a ringraziare profondamente Elly Schlein e Igor Taruffi per aver messo a disposizione la loro esperienza politica per dare nuova speranza nel futuro. Si può amare la politica e starsene per i fatti propri ma la politica fatta insieme offre un’altra dimensione.

È davvero presto per fare progetti o prendere decisioni ma sicuramente Emilia-Romagna Coraggiosa è qualcosa di affascinante da non disperdere. Chi vivrà vedrà.

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