venerdì 9 agosto 2019

Il taxi del ritorno

Il taxi di Conte. Immagine di repertorio
Solo un anno fa eravamo intenti a commentare l'effetto di rinnovamento evocato dall'arrivo di Giuseppe Conte a bordo di un taxi. Sì, una scelta comunicativa precisa che però, dopo l'assopimento degli animi politici provocato dall'ingessato Gentiloni, aveva riacceso il fuoco politico.
Temo che quello stesso taxi si stia già preparando per la tratta di ritorno.

Non riesco a definire questa esperienza di governo come totalmente pessima. Un effetto importante l'ha provocato: ha fatto comprendere di che cosa è capace la nuova destra sovranista smuovendo le coscienze di moltissimi. Ha fatto riscoprire la critica, la ribellione, l'opposizione (nella società perché quella parlamentare sta ancora scossando il sacchetto di pop-corn per raggiungere la salatura adeguata). Il Governo paglierino ha fatto riscoprire il valore un po' dimenticato dei diritti umani e civili. 
L'elemento che mi dava fiducia era il 17% della Lega con cui, in una situazione normale, avrebbe seguito docilmente il partito maggiore. La realtà ha dimostrato come sia possibile ribaltare virtualmente i rapporti di forza: un vice Presidente del Consiglio con il 17% dei consensi ha diretto un governo prosciugando progressivamente il 32% degli alleati.
Allo stato attuale ci troviamo con una Lega stimata al 40% e un Movimento Cinque Stelle disperso.

Il futuro? Nero. Ancora più nero di quest'ultimo anno. Se Matteo Salvini decidesse realmente di correre da solo, immaginando come impossibile un accordo con Forza Italia, potremmo vedere concretizzarsi un asse Lega-Fratelli d'Italia pronto ad andare a Palazzo Chigi. Conviene iniziare a coniare un nuovo termine: "sovranismo" non sarebbe più aderente alla realtà; forse "ipersovranismo"?

Più dello scenario appena descritto ci deve preoccupare la prateria a Sinistra nella quale non sembra esserci vita. Almeno, non sembra esserci una vita in grado di competere nell'egemonia della destra. Attenzione che le imitazioni, quando è presente un originale alla massima potenza, non funzionano. Non vorrei vedere un Centrosinistra + Centrodestra alla riscossa. Un film già visto e bocciato dalla critica il 4 Marzo dell'anno scorso. Un film impossibile da ripetere anche per l'assenza del cast: il Centrodestra moderato, quello che affascina tanto Calenda, è ormai una specie protetta tutelata per permetterle di entrare quantomeno nei libri di storia futuri. Tutto è possibile: Alfano potrebbe tornare dall'esilio e fondare un nuovo soggetto dalla sigla non pronunciabile, ma attualmente non si percepiscono manovre all’orizzonte.

La palla di vetro sfortunatamente non esiste ma presterei molta attenzione nel festeggiare la caduta, ancora ipotetica, del governo giallo-verde. Non vorrei che dalla brace si rinvigorissero le fiamme.

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