giovedì 24 maggio 2018

Oltre il taxi

Il Presidente del Consiglio incaricato

L’arrivo in taxi alla Camera dei Deputati dopo aver ricevuto l’incarico di formare il governo, è inequivocabilmente un segnale di cambiamento mandato da Giuseppe Conte. Un segnale che però è già passato, la notizia dopo dieci minuti era già stantia: un po’ come i viaggi in autobus di Roberto Fico.

Un governo del cambiamento potrà certamente fare uso di queste strategie, empiricamente molto forti, per segnare una discontinuità dal passato; ma poi si dovrà misurare con le politiche vere e proprie e con un contratto che si propone di intraprendere scelte precise. 
L’esecutivo di Conte potrebbe nascere sotto molte polemiche, alcune delle quali inconsistenti. La ritualità costituzione per la formazione del governo non è stata stravolta: sono stati invertiti i passaggi; si è iniziato cioè, prima dal programma per poi scegliere il Presidente del Consiglio con il ruolo fondamentale del Presidente della Repubblica che, già dal primo incontro, ha indirizzato Giuseppe Conte. Se sarà esecutore attuerà un programma frutto di un compromesso parlamentare fra due forze politiche elette. Se viceversa interpreterà il proprio ruolo utilizzando l’autonomia che la Costituzione gli fornisce, dovrà interfacciarsi con le due forze politiche che lo sostengono. In questo sarà un Presidente del Consiglio politico con ministri politici. Lo dimostra la spasmodica attenzione di Lega e Cinque Stelle alla formazione della squadra di governo. Attenzione da parte delle forze politiche che esiste anche quando non avviene in scena. 

Nel frattempo abbiamo scoperto che gli avvocati difendono i loro clienti: grazie all’opposizione al governo giallo-verde siamo potuti giungere a questa grande scoperta. Il Presidente incaricato avrebbe infatti difeso una famiglia che voleva accedere al metodo Stamina, poi dichiarato infondato scientificamente. Non sembra un indicatore delle idee politiche di Giuseppe Conte: sembra piuttosto  la conseguenza del mestiere svolto prima di essere indicato come inquilino di Palazzo Chigi. Se questo è un assaggio dell’opposizione alla quale dovremo assistere nei prossimi mesi, prepariamoci a scoprire anche che la terra è rotonda, che gira intorno al sole, e che esiste l’acqua calda. 

Nessuna osservazione politica. Ad esempio sarebbe potuto essere importante incalzare Conte nel tentativo di estrapolargli un’opinione sui vaccini, o stimolarlo a non concedere il Ministero dell’Interno a Salvini, tutte sfere su cui un’opposizione seria potrebbe lavorare mettendo in luce le criticità concrete che potrebbe avere il governo di Lega e Cinque Stelle. Forse però, per interpretare decentemente il ruolo fondamentale dell’opposizione, bisognerebbe essere partiti in salute, robusti e consapevoli del compito da affrontare nei prossimi mesi. Lo spettacolo dell’Assemblea del Partito Democratico fa intendere come da quella voce non possano uscire idee politiche alternative perché non è possibile produrle visto l’impegno snervante nel tenere in vita un malato terminale. Nell’altro campo c’è un patrimonio ben più importante da mantenere integro piuttosto che notare come Salvini abbia più volte sbagliato stanza mentre Di Maio stava scrivendo il programma.
Abbiamo quindi un governo politico senza un’opposizione che sappia interpretare il ruolo scelto anche con prepotenza in certi casi. Abbiamo un governo al quale verranno contestati i fazzoletti sporchi nel taschino della giacca. 
Dobbiamo augurarci che il cambiamento non sia solo nella comunicazione ma che rimetta al centro dell’agire politico la persona. Il rischio più grande è che, una volta insediatosi, Conte si faccia pervadere dall’élittarismo e perda progressivamente la spinta al cambiamento.  

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