venerdì 2 marzo 2018

Cari neo diciottenni




Cari neo diciottenni,
Oltre ad essere etichettati come "millennials", termine orribile che dice poco, la politica vi ha regalato un immondo spettacolo presentandosi nel peggiore dei modi possibili.
In qualche modo la politica tutta vi dovrebbe chiedere scusa per il proprio demerito di essersi presentata a voi, neo elettori, con stili decadenti, brutti, scadenti e poco rispettosi di chi, come voi, Domenica prenderà per la prima volta in mano la matita di un seggio. Evito di raccontarvi il mio primo voto perché sennò Domenica potreste organizzare pullman per il mare. Vi dico solo "Acqua pubblica" nel 2011. L'emblema del voto non considerato...
Tuttavia Domenica, in quella cabina elettorale, avrete la possibilità di scegliere un'idea che vi rappresenti per i prossimi cinque anni alla Camera dei Deputati. Perché alla elezioni politiche si scelgono idee, non tanto le persone e men che meno i governi. In teoria una campagna elettorale dovrebbe facilitare la scelta. In questa purtroppo non è stato così: fra chi ha dato la caccia ai populisti senza sapere cosa fossero realmente, chi attaccava un bersaglio come se stesse giocando a freccette, si sono dimenticati di spiegare le proposte. Però i programmi ci sono, in qualche caso scritti con l'effetto Twitter, ma ci sono. Sono online e tocca leggerli. Non li hanno spiegati... Un po' come il ripasso di lettere prima della maturità. Per molti aspetti i programmi sono interessanti se presi nel modo giusto, cioè: trovando l'idea centrale. Le politiche proposte possono cambiare, mutare; capire qual'è il DNA del programma è l'elemento più significativo.

Cari neo diciottenni, la politica è una delle cose più belle al mondo; è una di quelle cose che troviamo dappertutto. Partecipare prima di tutto è un'esigenza: ognuno di noi ha un'idea e poterla esprimere è una delle libertà più grandi e più belle che abbiamo. Una libertà che va onorata e protetta usandola, nel momento del voto e in tutti gli altri giorni. 
Non è vero che non esistono idee. Esistono, molte volte sono espresse male, ma esistono. E fra quelle sicuramente troveremo l'idea che ci rappresenta maggiormente, magari non perfettamente, ma la più vicina. C'è sempre tempo per controllare la scelta fatta, contestarla e cambiarla se i risultati ottenuti non sono come ce li immaginavamo. L'importante è scegliere, partecipare. L'astensione è un elemento particolare che alle elezioni non viene considerata.
Il Presidente dell'Emilia-Romagna, per esempio, è stato eletto con il 36% di affluenza e non si è minimamente preoccupato di indagare le ragioni di un'astensione così alta. Chi si è astenuto non è stato ascoltato e, il messaggio che forse sperava di inviare, non è stato ricevuto.

Domenica portate le vostre idee, cercatele sulla scheda e, se proprio non le trovate, consegnate la scheda bianca. Personalmente sono sempre per esprimere un voto tuttavia, se proprio non trovate l'idea a voi vicina, riconsegnate la scheda. Ma provateci. Restate in cabina anche mezz'ora, toccate la scheda, osservatela. E' un momento emozionante, il seggio ha un'atmosfera secondo me unica. Poi, se proprio nessun simbolo vi attrae, ripiegate la scheda e uscite.
Cari neo diciottenni, oltre s chiamarvi "millennials", la politica vi non vi farà purtroppo provare l'emozione di imbucare la scheda nell'urna. Ragioni di controllo e verifica dell'autenticità della scheda.

Cari neo diciottenni, mi auguro che Domenica mattina abbiate la stessa emozione che avrò io pur votando già da un po' di anni. Spero che abbiate la curiosità di spulciare i programmi di tutti, vedere come sono fatti. Spero che abbiate voglia di aspettare i risultati e assistere a tutte le tappe del percorso che il 5 Marzo si aprirà.

Spero che trascorriate un buon primo voto, tanto da ricordarlo per il resto della vita.

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