domenica 3 dicembre 2017

Neofascismo. Vomito a cui va posto un argine

Immagine a titolo esemplificativo
La cronaca di questi ultimi mesi dovrebbe far accendere una seria attenzione sulla galassia nera presente in Italia. Da decenni qualcuno va dicendo che fare memoria non serve più; che ormai il ventennio fascista rientra nel passato remoto. Tutta questa narrazione viene smentita platealmente dai fatti che continuano a susseguirsi nel Paese, che evidenziano la presenza di forze neofasciste dalle attività sdoganate.

Pochi mesi fa gli ultras della Lazio usavano immagini di Anna Frank per “schernire” la tifoseria rivale. Poco dopo un calciatore, esultando per il goal del vantaggio sul Marzabotto, ha esibito il saluto romano indossando una maglietta con il simbolo della Repubblica di Salò. Nell’elezione del Consiglio municipale di Ostia, Casapound si è attestata al 7% entrando nell’assemblea. Pochi giorni fa, un portavoce di Forza Nuova intervistato dalla trasmissione “La Zanzara” su Radio 24, ha esordito con dichiarazioni negazioniste e apologete del fascismo. Non ultima l’irruzione, con atteggiamento squadrista, di Veneto Fronte Skinhead nella sede di Como Senza Frontiere.

Se interpretassimo tutti questi fatti come sconnessi fra loro, perderemmo di vista il quadro complessivo: un progressivo sdoganamento dell’ideologia fascista. Si sta diffondendo la normalizzazione dell’essere fascista. Mentre prima la galassia della destra nostalgica si rintanava in sgabuzzini, adesso stiamo assistendo alla sua esposizione platealmente pubblica. A questo si aggiunge il tentativo di concorrere al dibattito democratico. Gruppi neofascisti cercano i giornalisti, le telecamere per entrare nell’offerta politica democratica del Paese. E Ostia ne è l’esempio emblematico: Casapound, un movimento che richiama esplicitamente la cultura fascista con simboli e idee, ha concorso in elezioni democratiche godendo di visibilità e canali mediatici. Un movimento incostituzionale è entrato nel Consiglio municipale con il 7% dei consensi. 

Ci sono parecchi problemi che dobbiamo affrontare: il primo è sicuramente come, movimenti che contraddicono la Costituzione e che si vantano di stare nell’illegalità, non vengano chiusi applicando le leggi di cui siamo dotati. Un secondo problema è interrogarsi sulla legittimità di dare spazio a dichiarazioni provenienti da questi movimenti. Pensando all’intervista de “La Zanzara” al portavoce toscano di Forza Nuova, ci si potrebbe domandare ad esempio se dare spazio a quelle frasi negazioniste e palesemente inneggianti al fascismo sia legittimo. Un terzo problema è di carattere lessicale: dobbiamo parlare di fascismo e di neofascismo sulla stampa, all’interno dei media, all’interno degli spazi politici e democratici. Non è più possibile considerare il neofascismo come folclore. Non è accettabile che il leader della Lega Nord, forza politica che concorre in elezioni democratiche, definisca “ragazzi” squadristi che entrano in un’assemblea interrompendola leggendo un proclama. Dobbiamo ritornare a utilizzare termini appropriati per definire la realtà, discutendone nelle assemblee elettive, promuovendo azioni che vadano a stigmatizzare e condannare il vomito fascista a cui assistiamo. Utilizziamo gli strumenti di cui siamo dotati per impedire la normalizzazione di idee incostituzionali. 

Non sono avvezzo ad allarmismi, provo sempre a non drammatizzare le situazioni ma, in questo caso, è la cronaca a parlare. A noi la scelta di considerarla come insieme di “ragazzate” o come un fenomeno preoccupante a cui porre un argine. 

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