venerdì 5 maggio 2017

Il legittimo massacro sociale



La sicurezza è un tema che coinvolge emotivamente ognuno di noi, è un’aspetto della nostra vita che ci provoca alcune reazioni. Tuttavia questo non può essere il pretesto per approvare leggi alquanto discutibili e pericolose. Se usassi il termine ”populista” che va di moda oggi, probabilmente definirei come tale la nuova legge sulla legittima difesa approvata dalla maggioranza alla Camera.
Il nuovo progetto di legge prevede la modifica del principio di legittima difesa già normato dal codice penale. Stando a quanto passato alla Camera si apre alla difesa personale, si legittima la risposta all’aggressione se questa avviene verso persone o beni. Facciamo attenzione alle parole perché esse costituiscono il fulcro di una legge: parlare di “difesa dei beni” apre le porte all’aggressività in qualsiasi tipo di situazione. Il ddl non si ferma qui: il nuovo testo sancisce la completa legittima difesa verso le aggressioni notturne. Se poi la reazione è causata da un turbamento psicologico della vittima, la reazione sproporzionata non è considerata colpa grave.
La legge prevede inoltre il pagamento delle spese processuali, da parte dello Stato, nel caso in cui l’imputato processato per un reato commesso per difesa risulti assolto.

Non si tratta di buonismo, termine del quale non si comprende la ragione, qui si tratta di capire e decidere in quale direzione si vuole fare andare la società. Con questo disegno di legge non si tutelano i cittadini, anche se è quello che si vuole far passare: si legittima lo “spara tutto”, la difesa fai da te, si crea lo “sfogatoio", il poligono di tiro con, al posto delle sagome di cartone, gli esseri umani. Perché siamo tutti esseri umani, con lo stesso diritto di vivere, e pensare che si possa legittimare un’aggressione di un altro essere umano deve preoccupare. Per quanto si possa reagire d’istinto in una situazione di pericolo, non è ammissibile avvallare come giusta la morte di un individuo. Mai.
Non è, come si sta ripetendo, una buona legge: è una pessima legge. E non sta nella narrazione di una maggioranza che si spaccia di Centrosinistra. La dobbiamo smettere di confondere le acque con le soluzioni bipartisan: la Sinistra ha un altro corollario, un altro concetto della vita umana. Non si permetta di spacciare questa scelta catastrofica come di Sinistra. Perché ci si dimentica degli altri aspetti della sicurezza abbandonati in un angolo, dimenticati nonostante la Costituzione ce lo ricordi. E’ un errore imperdonabile quello di mandare il messaggio che la sicurezza passi per l’armarsi tutti di più: significa assecondare un sentimento di rabbia, provocato da molti elementi, anziché tentare di arginarlo.

La sicurezza passa ad esempio dal ritrovare il vero senso del sistema penitenziario: le carceri non devono essere ghetti in cui rinchiudere chi non consideriamo degno di essere visto. Devono essere luoghi nei quali la rieducazione e il rispetto per i diritti umani siano al primo posto. Non è vero che chi riceve una pena la deve scontare in situazioni precarie, deterioranti e ghettizzanti. Capisco che per cambiare rotta bisognerebbe radere al suolo la quasi totalità delle carceri per ripensarne di nuove, con strutture che adempiano al loro vero ruolo; ma sarebbe una politica positiva invece di questa che incoraggia soluzioni vendicatrici.

E’ necessario modificare il modello culturale: chi sbaglia va introdotto in un percorso che lo riporti in società dandogli un ruolo, una prospettiva; non ammazzandolo o facendogli pagare quello che ha fatto con condizioni umane inaccettabili. Chi sbaglia mantiene comunque le prerogative di individuo e da tale va trattato.
Perché non si avvia questo percorso culturale invece di promuovere leggi per il letterale massacro sociale? Perché, se si condanna il populismo, poi si fa l’occhiolino a quello peggiore? Non ho alcun timore nell’affermare che il testo uscito dalla Camera sia profondamente di destra, perché porta una visione di destra della società. Questo mi sia concesso da chi crede che non esistano più queste categorie supportando chi confonde abilmente le acque.

Strizziamo ancora una volta l’occhio all’America premiando l’individualismo, sottraendo lo Stato, concedendo licenza di uccidere, di utilizzare armi, di farsi non giustizia da soli. E’ un momento drammatico nel quale la politica al potere non ha la benché minima visione della società. Una società che non ha bisogno di questi provvedimenti che stuzzicano la pancia. Forse, prima o poi, ce ne pentiremo. Il problema è che sarà sempre troppo tardi.

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