martedì 21 marzo 2017

Il sindacato non si rottama



Con il risultato del 4 Dicembre la “politica” ha visto un popolo attivo, presente e reattivo per difendere i diritti sociali e costituzionali. E’ stata talmente potente la reazione da far ritrovare una certa soggezione, da parte dei governanti, nei confronti dell’istituto del referendum.

I tre milioni di firme raccolte dalla CGIL per i tre quesiti referendari sono un messaggio inequivocabile che i cittadini hanno mandato al Governo. Un messaggio chiaro che faceva pensare a un’altra batosta per la maggioranza disaffezionata al popolo. Così l’obbiettivo dei due quesiti promossi dalla Corte Costituzionale, è stato strategicamente anticipato dalla presa di posizione della maggioranza parlamentare che, pur di evitare il referendum, ha dato risposta alla richiesta dei cittadini. Con un decreto che si spera non nasconda sorprese, il Governo Gentiloni, ha abolito lo strumento dei voucher e ripristinato la responsabilità solidale negli appalti. Difficile sostenere che sia stata una scelta politica, quanto più una scelta strategica per scongiurare un risultato negativo nelle urne. Non ci si può dimenticare, infatti, le dichiarazioni fatte dal Ministro Poletti poco dopo il secondo giuramento con le quali invocava le urne per non andare a referendum.

Da questa vicenda si può evidenziare un importante elemento sociale. I tre milioni di firme raccolti hanno creato le condizioni perché il Governo si mettesse al riparo ascoltando la sollecitazione della CGIL sostenuta da una fetta considerevole di popolo. Di fatto i voucher sono stati aboliti ed è stata ripristinata una tutela importante per i lavoratori soggetti ad appalti. Dal 2018, il lavoro acquistabile in tabaccheria, non sarà più possibile aprendo, perché no, un dibattito su un contratto che tuteli il lavoro occasionale. Ma che lo faccia davvero.
Non è possibile, per onore di cronaca, affermare che sia merito del Governo e del Parlamento: certamente, se non ci fossero stati i milioni di firme raccolte dal sindacato, non ci sarebbe mai stato questo cambiamento.. Tutti i tentativi di rivendicazione di questa scelta da parte della  maggioranza sono inutili e abbastanza surreali; la realtà che non si vuole ammettere è che si è difronte a un risultato del sindacato, lo stesso sindacato che Renzi avrebbe voluto rottamare e che invece dimostra la sua importanza nelle lotte di tutela dei lavoratori.

Non è da dimenticare poi che la CGIL è protagonista di un’altra iniziativa: la Carta dei diritti universali del Lavoro presentata alla Camera. Un’importante proposta di legge che andrebbe a introdurre un nuovo Statuto dei lavoratori, aggiornato, comprensivo di nuove categorie di lavoratori e disegnato da chi mette la tutela del lavoro al primo posto.

Chi ha scientificamente provato a liberarsi del sindacalismo, dei rappresentanti dei lavoratori definendoli come soggetti appartenenti al passato non smart, deve fare i conti con una realtà diversa: una realtà nella quale i sindacati sono ancora necessari e giungono a importanti risultati.

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