mercoledì 14 ottobre 2015

Per una rete del NO





Con 179 sì il Senato ha approvato il testo di riforma costituzionale; il testo ora passa alla Camera per la ricezione delle modifiche apportate dal Senato. Se la Camera approverà quest'ultima versione ci sarà una pausa di almeno tre mesi dopo la quale ciascuna camera dovrà deliberare la riforma a maggioranza assoluta dei componenti. Se in queste ultime votazioni non si dovesse raggiungere i 2/3 dei voti, il referendum sarebbe obbligatorio altrimenti non si avrebbe la certezza giuridica d essere chiamati alle urne.
E' vero, il "premier" ha dichiarato che ci sarà comunque il referendum, ma io preferirei avere la certezza giuridica di ciò.

Ci troviamo in una situazione dalla quale potrebbero scaturire forti pericoli per la democrazia del Paese, più di quelli che già osserviamo. Ricordiamo che questa riforma: è stata proposta illegittimamente dal Governo; è votata da un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Aggiungiamo poi un clima assolutamente non democratico nel quale si "discute" di questo testo; voti ai quali non assistono neanche tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Un tifo da stadio a colpi di tweet con i quali si discreditano le critiche ridotte a atti di "gufismo". Del dibattito dei nostri padri costituenti ne citiamo ancora delle bellissime frasi; del dibattito odierno, invece, non ricorderemo una virgola; rimarrà, per fortuna dei protagonisti, solo fra le pagine dei quotidiani.

Come si può riformare la colonna portante dello Stato in questo modo?

E' ipotizzabile che non ci saranno più sorprese, le persone che potevano fare qualcosa non l'hanno fatta folgorati da un accordo che consiste solo in un giro di parole. In realtà la sostanza rimane la stessa, detta con parole più belle, ma rimane identica.

Dato questo contesto è necessario iniziare a costruire la rete del NO al referendum, composta da tutti coloro che credono ancora nei valori della Resistenza, nei valori della Costituzione "più bella del mondo". Credo, ovviamente questa è la mia opinione personale, che la rete debba essere composta da cittadini, fondamentali perché la Costituzione è nostra, dei cittadini; da partiti che sono strumento fondamentale dal quale passa formazione, informazione e organizzazione; e associazioni. Tutti coesi verso un fine comune.

Questa secondo me la strada se non vogliamo trovarci a riempire pagine di giornali, saggi, libri scrivendo di "com'era". Il momento è ora; non avremo una seconda possibilità, quindi, facciamo sentire che:
AMIAMO LA PIU' BELLA DEL MONDO


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