lunedì 18 maggio 2015

Italicum incostituzionale. Quali sono le strategie in campo per evitare di aggravare il deficit democratico?



 
Uno dei miei primi rapporti con la politica fu quando mi fermarono a un banchetto e mi chiesero una firma per il referendum sul Porcellum. In quell'occasione firmai e, dopo aver approfondito la legge, decisi che avrei votato al referendum per abrogarla. Poi non fu mai indetto perché i quesiti non furono ammessi. 
Lo scopo è stato raggiunto lo stesso: come sappiamo il Porcellum è stato dichiarato incostituzionale dalla Consulta grazie a un gruppo di avvocati che si sono impegnati per portare la legge a giudizio. 

Adesso il Governo Renzi ha fatto approvare l'Italicum: una legge, se è possibile il paragone, peggiore del Porcellum che, quando entrerà in vigore, causerà un enorme deficit democratico: produrrà il governo della minoranza attraverso un premio che non tiene conto della volontà popolare, abolirà di fatto il principio costituzionale dell'unicità del voto, distruggerà il ruolo dell'opposizione e costruirà una Camera, l'unica elettiva secondo la riforma costituzionale di Renzi, non rappresentativa della società .
Felice Besostri, uno degli avvocati che hanno fatto dichiarare incostituzionale il Porcellum, ha commentato l'Italicum dicendo che presenta, secondo lui, elementi di incostituzionalità. Fra poco sarà anche lui etichettato come gufo, tuttavia ciò che ha dichiarato non è di secondo piano.

Pertanto è già in preparazione una strategia per portare anche l'Italicum davanti ai giudici prima del Luglio 2016. Grazie al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, che mette insieme avvocati, costituzionalisti, associazioni, partiti e singoli cittadini a difesa della Costituzione, si stanno predisponendo i quesiti referendari per i quali si potranno poi raccogliere le firme necessarie.
Inoltre si sta mettendo in campo anche un'altra strategia per essere certi che si arrivi a un giudizio: un ricorso che sarà presentato a tutte le corti d'appello italiane attraverso avvocati e singoli cittadini. 

Ma perché questo articolo? Infondo tutte queste informazioni si possono trovare sui siti ufficiali e si presume, ben presto, anche sui quotidiani. Perché ho deciso di impegnarmi in questo progetto in cui credo molto; credo che sia necessario percorrere questa strada per il futuro del Paese. Molti dicono che si grida troppo all'autoritarismo; io credo invece che, se ci mettiamo a ragionare sull'Italicum e sulla riforma costituzionale che sarà votata, senza spot e senza giocare alla "vecchia fattoria", il pericolo di autoritarismo ci sia e sia piuttosto concreto. Per questo, prima ho sottoscritto gli obiettivi del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, e adesso mi impegnerò, per quanto mi sarà possibile, per aiutare a portare l'Italicum davanti alla magistratura e davanti ai cittadini. 

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