lunedì 1 dicembre 2014

Elezioni in Emilia-Romagna: dall'affluenza non si può prescindere


Unisco anche il mio commento alla serie di analisi sul voto regionale in Emilia-Romagna.

Non essendo io un commentatore calcistico, non utilizzerò linguaggi del tipo "2 a zero" per descrivere i risultati delle urne. Primo, perché mi sembra inopportuno; secondo, perché mi sembra estremamente riduttivo e anche un po' mistificatorio.

Prima di iniziare è necessario dire che abbiamo un nuovo presidente della Regione: Bonaccini, il dato di fatto è che ha vinto le elezioni in Emilia-Romagna altrimenti non starebbe formando la nuova Giunta. Questo è un dato di fatto e va preso così com'è, non è possibile farci il punto croce sopra.
Ma, l'elemento che prenderei seriamente in considerazione è il 37,7% di affluenza alle urne; questo dato completa l'affermazione precedente: Bonaccini è stato eletto con il 37% di affluenza. Ecco, io più che "giochicchiare" con i numeri facendo il gioco delle tre carte, mi concentrerei sul 37.7 % di affluenza. Se volete ve lo giro: il 62% di astensione. Così forse fa più effetto giornalisticamente parlando.

Il problema qui è capire in che modo Bonaccini ha vinto e se, da un punto di vista democratico, il 37% di affluenza legittima l'elezione; dal punto di vista giuridico tutto a posto altrimenti non avremmo un nuovo presidente, ma dal punto di vista politico non sono così sicuro che Bonaccini sia un governatore legittimato.

Per carità, ognuno può essere contento del risultato del proprio schieramento, ma personalmente percepisco ogni risultato falsato dal 37.7% di affluenza che pone un problema democratico che tocca tutti noi in modo serio. Avere una base di elezione così bassa non è un buon biglietto da visita per nessuno, neanche per il vincitore.
Per rendere ancora più chiaro il concetto: se avessimo votato ad un referendum, non sarebbe valido poiché non è stato raggiunto il quorum. Quindi ci si trova di fronte ad una situazione, ad uno scenario, nel quale ogni analisi politica viene per forza schiacciata dall’incredibile dato dell’affluenza. Non può essere altrimenti a meno che, tutti d’accordo, non s’inizi il gioco delle tre carte.

Non faccio riferimento a nessun risultato poiché, come detto sopra, il data relativo all’affluenza rende tutti gli altri numeri non puramente commendabili. Tutti i risultati hanno lo stesso comune denominatore: un’affluenza molto inferiore alla metà; per questo tutti i commenti possibili andrebbero ponderati sul 37.7%.

Questa tornata elettorale consegna a tutti noi un dato sconfortante e sconvolgente sul quale presumibilmente si aprirà una lunga discussione, sia da parte dei soggetti politici, sia da quella dell’elettorato attivo. Nessuno potrà essere indifferente.

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