lunedì 2 dicembre 2013

Salviamo la società dal gioco d’azzardo



Quante volte capita di entrare in un bar e vedere installati giochi d’azzardo, slot machines, video poker, gratta e vinci, win for live, lotto, doppio lotto, triplo lotto, superenalotto, enalotto, totocalcio eccetera. Poi ci sono anche i casinò, le sale slot, le sale bingo; e come se non bastasse esiste anche il gioco online, il quale non fa neanche scomodare da casa.

 In Italia il gioco d’azzardo è diventato una piaga sociale che rovina centinaia e centinaia di famiglie, centinaia di persone. Si può affermare che il gioco d’azzardo non sia più un gioco, col quale ci si diverte scherzando una volta ogni tanto, ma che sia una pericolosa attività con la quale molte persone arrivano a rovinarsi la vita e quella dei loro cari; questo rientra fra i motivi per i quali sarebbe opportuno definire il gioco d’azzardo come un “non gioco”. Negli ultimi dieci anni in Italia è aumentato esponenzialmente il numero di “giochi”, non giochi, che si possono intraprendere per cercare di “sbarcare il lunario”. Il problema è che, molto spesso, il tentativo di “sbarcare il lunario” si trasforma in una vera e propria ossessione.

 Per intenderci, in Italia nel 2012 sono stati giocati 87 miliardi di Euro; in Emilia-Romagna nel 2011 sono stati giocati 6,340 miliardi di Euro, pari a 2000 euro a testa. Una situazione aberrante che va a rimpinguare le casse dello Stato, e quelle delle lobby, di molti miliardi di euro; lo Stato, utilizzando le entrate provenienti dal “non gioco” chiude i bilanci e struttura le leggi di stabilità; è possibile affermare che l’industria del gioco d’azzardo equivalga al 4% del PIL nazionale. Questi sono i numeri aberranti del fenomeno del gioco d’azzardo in Italia, una situazione drammatica che si è trasformata in una fonte di dipendenza; circa 800.000 giocatori attualmente patologici.

Il dato di fatto sconvolgente è che lo Stato guadagna sulle difficoltà e debolezze delle persone, con esso macina soldi l’industria lobbistica che è presente dietro ad ogni gioco d’azzardo. In sincronia con la situazione sopra descritta, esiste anche quella del sistema sanitario dove, ogni anno, sono necessari 5-6 miliardi per aiutare i giocatori patologici.
 Ciò deve farci porre una domanda: conviene mantenere il gioco d’azzardo con tutti i problemi sociali che porta, oppure sarebbe meglio abolirlo definitivamente? La soluzione più efficace, anche se non immediata, è l’abolizione completa dei giochi d’azzardo, una legislazione che vieti il diffondersi liberamente di giochi, slot e quant’altro; che vieti il passaggio di spot reclamizzanti le varie lotterie in televisione; che controlli la pubblicità dei giochi online che insinuano banner in siti web frequentati; che restituisca ai sindaci il potere di controllo e monitoraggio della situazione sui territori.

Tutto ciò deve esserci e deve trascinare verso l’abolizione completa dei giochi d’azzardo. Non è più possibile prestare indifferenza a questo fenomeno in tragico aumento; è un fenomeno che va fermato prima che distrugga definitivamente i valori e continui a mietere vittime.

In questa direzione va la proposta d’iniziativa popolare per la tutela della salute degli individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi con vincite in denaro – giochi d’azzardo, presentata dalla “Scuola delle Buone Pratiche, amministratori locali per la sostenibilità” che, se approvata, introdurrebbe diversi provvedimenti per il contrasto del gioco d’azzardo: una delle quali restituirebbe il potere ai sindaci di controllo della diffusione di “non giochi” sui territori di competenza.

 E’ possibile sottoscrivere la proposta di legge recandosi presso gli uffici comunali; non è richiesta la residenza per poter firmare; anche i non residenti possono sottoscrivere la proposta di legge nei comuni attrezzati.

Vi chiedo di sottoscrivere la proposta di legge, menzionata sopra, al fine di riformare le norme in materia di gioco d’azzardo avendo come obiettivo la tutela della società, del presente, e del futuro.

 Scarica il testo della proposta di legge  


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