giovedì 6 giugno 2013

La Costituzione: dal trionfo bolognese al nuovo attacco





 Siamo giunti a un momento storico nel quale è essenziale difendere, con metodo intransigente, la Costituzione italiana.

Si vive in compagnia di una legge che permette agli istituti privati di percepire soldi pubblici oltre alle rette mensili. Il Comitato Articolo 33 a Bologna, sostenuto dai partiti della sinistra bolognese, ha promosso il referendum consultivo del 26 Maggio scorso che con un eccellente risultato ha espresso il modello di finanziamento all’istruzione coincidente con il dettato costituzionale. D’ora in avanti, infatti, sperando che il sindaco abbia appreso il chiarissimo messaggio, a Bologna si finanzieranno esclusivamente le scuole d’infanzia pubbliche come previsto dall’articolo 33 della Carta.
E’ in atto un’espansione del Comitato Articolo 33 in varie città italiane per raggiungere il risultato bolognese su tutto il territorio nazionale.

Prendendo in considerazione invece la situazione nazionale è inevitabile individuare l’attacco perpetuo alla Costituzione da parte del “governo minestrone” presieduto da Letta, il nipote, che ha preso la Carta costituzionale come fosse una legge ordinaria dello Stato, senza notare l’importanza della fonte alla quale sta ponendo critiche, peraltro non perfettamente esatte.
Letta ha posto fra i suoi intenti lo stravolgimento della forma di governo modificandola nel modello presidenziale.

L’intento di Letta, per utilizzare un linguaggio appartenente alla Fisica, si potrebbe paragonare alla riforma della legge di gravità. Il mutamento della forma di governo nel modello presidenziale comporterebbe il controllo dell’intera parte seconda della Carta costituzionale, concernente l’ordinamento della Repubblica, e di alcuni articoli della prima sezione.

Lo scopo terrificante del Governo Letta è quello di assumere il ruolo di assemblea costituente toccando parti delicatissime dell’ordinamento che ne costruiscono il perfetto equilibrio di separazione fra i tre poteri sostenendo la democraticità del sistema istituzionale.
Alla guida del tragico attacco alla Costituzione il Governo ha posto una commissione bicamerale, che si sta formando in questi giorni, la quale sarà accompagnata da quaranta, “saggi” fra i quali sono presenti molte personalità appartenenti ai due gruppi istituiti da Napolitano prima della sua rielezione.

Una delle spiegazioni espresse da chi acconsente allo stravolgimento della Costituzione verte sull’incertezza del risultato elettorale; ovvero, affermano che adottando il presidenzialismo si arginerebbe il pericolo di incorrere nello stesso stallo parlamentare di due mesi fa.
Questa illustrazione è priva di qualsiasi fondamento logico e morale, poiché l’incertezza del risultato delle urne è conseguenza di una legge elettorale impropria e inadeguata. E’ inaccettabile l’imputazione al parlamentarismo del risultato delle ultime elezioni.
L’introduzione del presidenzialismo significherebbe aumentare esponenzialmente il potere di una carica dello Stato a scapito delle altre che perderebbero inevitabilmente potere.

Da Piazza Santo Stefano a Bologna il 2 Giugno Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky hanno lanciato un appello di unione alle forze democratiche di questo Paese in difesa della Costituzione; sulla stessa onda è l’Associazione politico-culturale Marx XXI che ha pubblicato un appello per la stessa causa.

E’ indispensabile difendere fermamente e in modo intransigente la Costituzione italiana frutto di lotte fisiche e morali le quali hanno liberato il Paese dal totalitarismo fascista. E’ necessario tutelare la Costituzione “più bella del mondo” per impedire, sia adesso sia in futuro, l’instaurazione di poteri oligarchici al governo del Paese. 
 

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