lunedì 27 maggio 2013

I rimborsi elettorali ai partiti?


Il Governo Letta, in questo momento drammatico nel quale bisognerebbe lavorare a ben altri provvedimenti, sta mettendo a punto un disegno di legge per abolire i rimborsi elettorali ai partiti.

Sarebbe molto semplice essere a favore dell'abolizione che è, sotto molti aspetti, una volontà di una determinata parte del Paese. Io invece non sono un apologeta dell'abolizione dei rimborsi elettorali; anzi, sono contrario.

I rimborsi elettorali rappresentano uno dei fattori del pluralismo partitico ed uno dei molteplici pilastri di una democrazia nella quale ogni cittadino, avente un determinato reddito, possa impegnarsi in politica. Questo secondo me non è solo un bel discorso da manuale, bensì è un concetto pratico della realtà democratica di un Paese che si ritiene tale. Eliminare i rimborsi elettorali significherebbe incentivare i finanziamenti privati ai partiti da parte di industrie, di multinazionali, di giganti globalizzati per i quali il benessere personale ha più valore di quello pubblico. La politica non è questo; la politica è gestione del pubblico attuando gli interessi del pubblico.

E' presente una dinamica che viene attuata dagli intervistati oppositori dei rimborsi elettorali: prendere ad esempio la condizione politica statunitense senza accorgersi che, negli Stati Uniti, vige un'organizzazione politica differente da quella italiana. La stessa organizzazione politica che consente il bipolarismo fra democratici e conservatori, la stessa che perpetua l'assenza di veri partiti di massa. Ciò si deve tenere in considerazione prima di fare, di un'organizzazione politica, il modello da seguire; si deve avere ben chiaro che si tratta di un modello differente da quello italiano. Negli Stati Uniti il capitale regna sovrano, si apre un largo spazio alle politiche lobbistiche, negli Stati Uniti non si rinuncia alle politiche guerrafondaie indipendentemente da quale schieramento ha la maggioranza.
E' un'assurdità eguagliare la situazione statunitense a quella italiana: significa ignorare un pezzo di storia.

In Italia i rimborsi elettorali non si devono abolire; piuttosto se ne deve regolamentare l'assegnazione attraverso, ad esempio, una commissione di tecnici e giudici i quali, in base a rendicontazioni dettagliate e adeguate, eroghino i finanziamenti. In tal modo si riuscirebbe ad evitare gli sprechi senza mettere mano alla possibilità, da parte di ciascun cittadino, di raggiungere l'impegno politico.
 

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