domenica 9 dicembre 2012

Le dimissioni di Monti


Ieri sera il Premier Monti, dopo il confronto col Capo dello Stato nel quale lo stesso Napolitano lo ha reso partecipe del risultato del primo giro di consultazioni, ha dichiarato di voler rassegnare le dimissioni dopo l’approvazione della legge di stabilità e di bilancio.

Le parole taglienti con cui Alfano ha dichiarato, Venerdì in seduta alla Camera, di revocare la fiducia al Governo che, a suo parere, ha aggravato la situazione italiana, hanno fatto molto riflettere Monti che non se la sente più di continuare l’esperienza di governo dopo la palese sfiducia di uno dei partiti della strana maggioranza.
I paletti posti da Monti sono stati accettati dal PDL che, a denti stretti, approverà la legge di stabilità e di bilancio per evitare l’esecuzione provvisoria.

E’ stata messa in discussione tutta la precedente pianificazione delle pratiche elettorali che sembrano essere state anticipate tutte a Febbraio dopo lo scioglimento delle camere da parte di Napolitano a breve.

Che dire di più: a mio parere, uscendo dall’analisi oggettiva della situazione politica, si sta concludendo la più brutta parentesi di governo dopo il 1945 in Italia
. Credo anche che quest’ultimo frammento di legislatura sia stato terrificante; la nascita dello “spread” ha creato un vero e proprio pretesto da utilizzare per applicare politiche deleterie, politiche inique, manovre che sono andate a smantellare lo stato sociale senza mai lanciare uno sguardo sulla società trasformata in una macelleria.

Mentre veneravamo lo spread, i BTP, il debito pubblico cresceva rapidamente.  Mentre denigravamo le indagini ISTAT e INPS accusandole di emettere il falso, i dati del carrello della spesa, i numeri della disoccupazione, quelli dell’inflazione segnalavano una situazione sociale comatosa.

Giunti alla fine di un governo tremendo che ha acconsentito consapevolmente al massacro sociale trasformando l’Italia, già ridotta all’osso dal governo Berlusconi, in un paese con un disagio socio-economico spaventoso all’interno,  la politica si riprenda il potere e l’onore perso in quest’anno e ricostruisca il Paese seguendo logiche eque ragionando in termini sociali e umani. 

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