martedì 10 gennaio 2012

Dov'è finita la Democrazia?

Il Presidente del Consiglio Mario Monti
Il 12 Novembre scorso è accaduto un fatto che richiede un’analisi molto approfondita ed un commento altrettanto pesante: Silvio Berlusconi ha presentato le sue dimissioni al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questo fatto ha smosso un fervore molto forte nei cittadini tant’è che quella sera al Colle è arrivata una manifestazione, molto emozionante, da parte di persone stanche del governo uscente. Il 15 Novembre 2011 Giorgio Napolitano ha affidato il Governo a Mario Monti, economista, che dopo un brevissimo periodo di stallo, è partito con il suo “Governo tecnico”. Non mettendo in dubbio l’operato fondamentale del Capo dello Stato sorge una domanda che proporrebbe anche un bambino uscito dall’ora di educazione civica: “Dov’è finita la Democrazia?”; se questa domanda fosse fatta da un bambino in questo momento, sarebbe giudicata pertinente. Ora mi sorgono diversi dubbi: Com’è mai che non si sente chiedere che fine ha fatto la Democrazia? Com’è mai che abbiamo avuto un picco di fiducia nel nuovo Governo solo perché il Presidente del Consiglio, nella prima intervista, non ha sparato una battuta comica autoreferenziale? Perché non abbiamo esitato ad accettare un governo tecnico senza prima verificare a cosa portasse questa situazione? Forse perché Monti ci ricorda l’anziano innocente sulla panchina che legge il giornale. Se si riflette su questa situazione ci si accorge che la Democrazia sta sprofondando in un baratro profondissimo, da cui è difficile riprendere la normale ciclo, non possiamo sapere se andando verso il 2013 al popolo italiano, già sfiduciato dalla politica, non venga in mente che si possa vivere anche così, che si possa vivere anche senza politica; un idea folle, ricordo che senza politica si cade, crolla il principio democratico su cui la nostra Costituzione è fondata. Sarebbe stato diverso se si fosse presa la decisione di formare un governo tecnico periodico in modo da tamponare il periodo di preparazione elettorale e successivamente si fosse riacquistato il normale ciclo democratico. Così non è stato, si è preferito stravolgere il Parlamento senza coinvolgere i cittadini scompaginando la configurazione dei partiti, facendo diventare maggioranza virtuale un connubio di partiti che in comune non hanno neanche la schiera dei seggi. Questa decisione sarebbe accettata in miglior modo se non si avesse l’impressione che, con le nuove tassazioni, si stiano finanziando le banche, la BCE, la Banca d’Italia, l’Unicredit eccetera; non si possono presentare nuove tassazioni agli Italiani senza rivoluzionare il controllo dell’evasione, senza controllare il leader dell’evasione fiscale che è stato servito già scoperto: Berlusconi, il mago prestigiatore dell’evasione; non si può non controllare se si vuole fare una bella lotta all’evasione, Marchionne, un imprenditore che si deve controllare o Montezemolo anche, e via così, ispezionando tutti i grandi imprenditori. Se si ha un debito pubblico più grande della cassa dello Stato, si deve tassare anche chi ha goduto di benefici fino ad ora: la Chiesa ad esempio, perché non viene tassata? Si crea un governo e si inserisce della gente con un conflitto d’interessi spaventoso, perché non si sceglie un vero tecnico? Perchè si scelgono ministri “Tecnici” che hanno a che fare col regno cattolico? Per salvare l’Italia si deve voler il contributo anche di chi è sempre riuscito ad evadere giocando carte da lontano. L’articolo 11 della Costituzione italiana recita: << L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.>> Partendo da questo articolo, il fatto che vi sto per raccontare vi sembrerà uno scherzo: ebbene sono pronti i 131 caccia bombardieri che l’Italia ha ordinato gli anni scorsi. Questi graziosi inutili aerei costeranno al paese 14 miliardi di euro. Non ci dobbiamo arrabbiare, Monti sta decidendo se pagare e giocare con gli aerei a battaglia navale 3D, oppure non onorare il contratto e pagare una sanzione da 2 miliardi di euro. Ora, a me la soluzione sembra chiara: pagare la multa, che è sempre minore del costo totale, e farsi una bella partita a battaglia navale con il foglio e la matita. Cosa dire, ci bombarderemo da soli per fare il collaudo dei caccia. Il Governo Monti ha iniziato il mandato con i sondaggi a favore però, l’ultimo sondaggio pubblicato da Demopolis il 20 Dicembre scorso, segnala un forte calo di fiducia per questo governo: solo il 57% continua ad avere fiducia, il 37% non ha fiducia e il 9 % non sa. Osservando questi dati si può notare che Monti ha avuto un calo di consensi da parte della collettività, che con la scusa dell’emergenza crisi, è stata esclusa dalla politica. Non si possono auspicare le dimissioni di Monti perché è stato creato un sistema che certamente arriverà alla scadenza predestinata ma, si può sicuramente giudicare questa situazione come una crisi artificiosa della Democrazia, sperando in un futuro ripristino delle urne.

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