martedì 8 dicembre 2009

Incontri speciali

Delle volte nella vita puoi fare degli incontri speciali: proprio come è successo a me.
State un po’ a sentire!
Era il primo giorno di scuola in seconda liceo ed io ero un po’ svogliato, ma non sapevo che proprio quel giorno stavo per incontrare una persona che avrebbe cambiato il mio stile di vita.
Sono entrato in quella classe e ho visto un nuovo prof: Claudio Lolli.
Se qualche lettore è vissuto negli anni settanta questo nome gli farà venire in mente un poeta, un cantautore, un mito da seguire. Vi posso dire che è così, è proprio lui, il vostro mito.
Io da quando Lolli ci spiega italiano sono migliorato moltissimo.
Siccome sono un ragazzo curioso sono andato subito a sentire le sue canzoni, sono meravigliose, fanno riflettere e anche se sembrano canzoni tristi, in realtà sono solo poesie musicate che narrano di un periodo triste della nostra storia.
Per me è stato un incontro fulminante, soprattutto perché è avvenuto in ambito scolastico e, non vi scandalizzate ma io non avevo mai imparato i verbi, per me non erano importanti, non riuscivo a trovare il metodo per impararli, il prof. Lolli me li ha fatti capire, mi ha dato un metodo.
Il suo modo di stare in cattedra è inconsueto, non sgrida quando fai caos in classe ma ti fa capire, con una battuta, che stai esagerando e tu smetti subito; vi potrei elencare centinaia di battute che fa.
Nelle cinque ore di lezione possono succedere tante cose: un due in una materia, un litigio con un tuo compagno, ma stai pur sicuro che con una frase di analisi del periodo o parlando dell’epica cavalleresca sorriderai e per un attimo ti sentirai lontano dai tuoi problemi e non ti distrarrai per nessun motivo al mondo perché la lezione è talmente coinvolgente che entri dentro all’argomento.
Voi direte “Perché ci parli di Claudio Lolli?” ed io vi risponderò con questa frase: “ Era da tanto tempo che volevo raccontarvi di questa fantastica persona e finalmente mi sono deciso a farlo!”
Adesso per concludere permettetemi di dire una cosa al prof: “Prof, continui così, perché quello che sta facendo è importante e nessuno lo saprebbe fare meglio di lei.
Ah… Dimenticavo… Lei è un mito!”.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Fede, che bel brano che hai scritto!!!Mi piace molto!! Non sai cosa avrei dato per avere un prof così a scuola: lo studio che diventa poesia nella propria vita!Lì si vede la differenza tra chi fa le cose solo con la testa e chi col cuore e con tutto se stesso! Un augurio che tutti i prof possano comprendere questo e a te, mio caro Fede, coraggioso atleta della vita, procedi sempre così! Un abbraccio mega da una fortitudina doc Viviana